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Diarrea e stitichezza: le malattie del viaggiatore

Diarrea e stitichezza: le malattie del viaggiatore

Le regole base per una vacanza senza problemi intestinali come diarrea e stitichezza.

Caldo, viaggi, cambio di abitudini e di alimentazione: ci siamo lasciati alle spalle il lavoro di tutti i giorni ma all’orizzonte si affacciano problemi diversi, indicati come “malattie del viaggiatore”. Tra queste, dissenteria e stipsi che, secondo i dati del Ministero della Salute e della Società Italiana Unitaria di Colonproctologia (SIUCP) affliggono oltre 12 milioni di italiani. E’ proprio in estate che i problemi intestinali si acuiscono, ma la maggioranza delle persone li tiene nascosti, soffrendo in silenzio o curandosi da sé; in entrambi i casi peggiorando la situazione. Per tutti coloro che si apprestano a partire per le ferie, ecco qualche consiglio utile per regolare l’intestino e fare in modo che le vacanze non si trasformino in un incubo per la salute.

Diarrea: evitare cibi crudi, regolarizzare l’intestino con i fermenti latt ici

 

Chi viaggia in Paesi esotici o tropicali corre il rischio di cadere vittima della cosiddetta diarrea del viaggiatore, provocata dall’ingestione di cibi o bevande contaminate da virus o batteri, che si manifesta con dolori addominali, frequenti scariche diarroiche e a volte febbre. Importantissima è, in questo caso, l’alimentazione, che deve essere per qualche giorno a base di sostanze astringenti come riso bollito, carote, patate e mele. Possono essere utili anche i preparati a base di mirtillo nero. Tuttavia, per prevenirla è importante seguire alcune semplici regole:
• non bere acqua corrente, utilizzare sempre acqua e bevande imbottigliate (anche per lavarsi i denti!)
• non aggiungere ghiaccio alle bevande
• evitare le verdure crude e sbucciare bene la frutta
• non bere latte crudo, non consumare gelati, creme e formaggi freschi
• carne, pesce, uova, selvaggina vanno consumati ben cotti
• non mangiare cibo conservato in condizioni igieniche precarie

Per preparare al meglio l’intestino al cambio di alimentazione, sia prima della partenza sia durante il soggiorno è di grande aiuto assumere la giusta dose di fermenti lattici: quelli “probiotici”, in particolare, favoriscono i “batteri buoni”, cioè quei batteri che vengono ospitati all’interno dell’organismo, dove svolgono importanti funzioni regolarizzanti. Uno dei rimedi efficaci è il nostro prodotto FLORDAY FERMENTI FL 12MLD e FLORDAY JUNIOR per i più piccoli.

Intestino pigro: più acqua, meno lassativi

La stitichezza, o stipsi, è un disturbo di cui si parla poco per imbarazzo ma è molto sentito. Essere stitici non significa necessariamente “non andare di corpo” ogni giorno: una persona può defecare due o tre volte al giorno senza avvertire disagio, un’altra solo una volta ogni due o tre giorni ad intervalli regolari senza alcun problema. Essere stitici significa non avvertire lo stimolo spontaneo della defecazione o essere costretti a fare grandi sforzi per defecare o evacuare feci dure a varie riprese in modo incompleto.
Queste sono alcune delle regole base per evitare la stitichezza:
• innanzitutto introdurre una quantità adeguata di cibo, perché questo possa opportunamente stimolare la muscolatura intestinale. Gli alimenti più indicati sono le verdure, la frutta fresca, il pane integrale, i cereali e le fibre. Gli alimenti sconsigliati sono i formaggi elaborati, il cioccolato, la carne, il fegato, il riso e la farina raffinata
• bere almeno 1,5 litri di liquidi al giorno: i liquidi sono fondamentali nel mantenere le feci morbide
• mangiare a ore regolari, lentamente, masticando bene gli alimenti
• educare l’intestino: non reprimere mai il bisogno di andare al bagno, ma farlo a orari regolari, evitando gli sforzi eccessivi durante l’evacuazione
• per mantenere un buon tono della muscolatura intestinale fare esercizio fisico moderato tutti i giorni: ad esempio, una bella passeggiata in spiaggia o in montagna
• evitare i lassativi irritanti: l’errore più comune di chi soffre di intestino pigro consiste nell’imbottirsi di lassativi che, tuttavia, curano solo i sintomi ma non la causa del disturbo.